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Vorrei esprimere delle considerazioni sull'articolo apparso sul Giornale di Brescia il 24 gennaio dal titolo «Gambara alla corte di Tiziana».
Riprendo alcune frasi citate, universalmente condivisibili e particolarmente significative in questo periodo di grave crisi economica, che catturano la mia attenzione. « ...Il lavoro è liberazione», « ...ricordati che se la vita ti volterà le spalle, rimarrà il lavoro a ricreare le condizioni per la risalita...». Come non essere d'accordo? È quindi normale che si innalzi un generale plauso al Sindaco di Gambara, che «Gioca la carta del lavoro» per garantire ai propri compaesani uno dei più importanti diritti di tutti, sancito dalla nostra Costituzione. Poi si legge: ...a Gambara «c'è una piccola fabbrica - La Metalsistem - ... che ha detto al Sindaco che nel giro di 1 anno, 1 anno e mezzo, i posti di lavoro potranno diventare 150/200..». La Metalsistem che produce casse e scaffalature per supermercati ha uno stabilimento anche a Gussago, (ex Sidac) dove lavorano da oltre 20 anni un centinaio di dipendenti, tra operai ed impiegati; lo stesso numero di posti di lavoro che sono stati promessi al Sindaco di Gambara. La Metalsistem con sede a Rovereto negli ultimi mesi, dopo aver assorbito i due stabilimenti di Gussago e Gambara da circa 3 anni, ha avviato unilateralmente una politica di trasferimenti definitivi di personale, dallo stabilimento di Gussago verso quello di Gambara. Questi trasferimenti riguardano al momento gli impiegati e si completeranno entro l'autunno 2010. Gussago dista 50 km da Gambara. Ciascun lavoratore trasferito, con uno stipendio medio di euro 1.200 mensili, dovrà necessariamente possedere una vettura e sostenere tutte le spese del viaggio a proprio carico per raggiungere il nuovo posto di lavoro nel paese di Gambara. Oltre all'aggravio economico, molte persone non potranno sostenere i disagi quotidiani che derivano da oltre 2 ore giornaliere di viaggio con partenza da casa molto presto e rientro in serata. Per i lavoratori di Gussago, si prospetta un grandissimo sacrificio in aggiunta ad una inevitabile caduta della qualità di vita: poche ore al giorno per gli affetti, gli impegni quotidiani ed i doveri sociali. Basti pensare, ad esempio alle numerose lavoratrici madri, che per far fronte al trasferimento, dovranno affidare più a lungo i loro figli a baby sitter con costi aggiuntivi. « Il lavoro è liberazione...» si legge nell'articolo «Gambara alla Corte di Tiziana». A Gussago, per la maggioranza delle persone l'unica alternativa possibile sarà il licenziamento. A Gambara
«Oggi il lavoro serpeggia
», a discapito dei posti di lavoro a Gussago che si dissolvono all'orizzonte. « il lavoro salva...». A Gambara il sogno del lavoro come liberazione si realizza, mentre a Gussago sfuma, lasciando le persone nello sconforto e disperazione totali. Gussago dista 50 km da Gambara eppure sia a Gussago che a Gambara esiste una... «piccola fabbrica che si chiama Metalsistem...». Lettera firmata
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